Versos Italian Vittorio Betteloni Natale

Italian poem

Natale

by (1840–1910)

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Io lascio andare il masso che dal vertice Con tutto quel che gli vien dietro poi; Ma non posso negar che a me gradevole Molto Natal non torni e i gaudi suoi.

Volge dell'anno la stagion più rigida, E non c'è cosa allor che più diletti, Come in panciolle al focolar domestico Sedere fra le donne e i fanciulletti.

Solennizza Natale i dolci vincoli Che in culla il primo laccio hanno di rose, Nè può la tomba stessa ognor dissolverli, La tomba che dissolve tutte cose.

I figliuoli già adulti oggi convengono Degli antichi parenti alla dimora; Vien a depor sulle ginocchia ai suoceri Il nuovo nato la fiorente nuora.

Re della festa è il pargoletto; portano Le testoline bionde oggi migliore E più sacra corona che il Pontefice Non desse a Carlomagno imperadore.

Dagli occhi lieti e dalle auguste picciole Mani e dal labbro d'un bel riso adorno Grazie dispensa il re piccino ai sudditi, Che gli son tutti ad ammirarlo intorno.

Le teste calve e le canute curvansi Più innanzi a lui profondamente; gli avi L'adorano in ginocchio e di lui godono Fare un tiranno e farsi lor suoi schiavi.

Certo falso non è, chi ben sa intendere, Che per amor di sì gentil fattura, Misterïoso per lo immenso spazio Un cantico di gloria invii Natura.

Falso non è, che il rude istinto pieghino I compagni dell'uom fidi animali Quasi in favor sovente delle tenere Creature di quello inconscie e frali.

E re certo e bifolchi e i grandi e gli umili Con senso egual d'amore e di rispetto Della recente culla appiè si chinano Come a un altar soave e benedetto.

Là del futuro il mister sacro adorano; Perchè in picciole membra e in pochi lini Là si cela talor chi un dì rivolgere Potrà di interi popoli i destini.

Dunque le culle festeggiamo, e il mistico Germe dell'avvenir che si nasconde Dentro i piccioli cuori inconsapevole, Dentro le teste ricciutelle e bionde.

Oggi s'allegri ogni famiglia: il fervido Riso della festante ingenua prole Sperda ogni infausta cura, al par di nebbia Cui sperde il raggio di nascente sole.

Infelice la casa ove dissidio, Miseria o mal costume agli innocenti Figli defrauda il gaudio che s'addoppia Ripercosso nell'animo ai parenti.

Più infelice la casa ove il connubio Sterile siede, o dove tutto tace Perchè frugò la cieca Morte il florido Nido colla man sua scarna e rapace.