Italian poem
Eterno Idillio
by Ada Negri (1870–1945)
Mentre del Sol di giugno i raggi effusi Con infrenata voluttà d'amore Baciano i fiori largamente schiusi;
Mentre da l'aure in fiamme e dal fulgore Dei sommi cieli a le campagne piove Di giovinezza un trionfal vigore,
Il contadin ne la sua terra smove L'ardue zolle col nitido strumento, E a pacata canzone il labbro move;
E va de la canzone il ritmo lento Col pispiglio dei passeri e l'olezzo Dei fieni, su l'errante ala del vento.
Di fianco a l'uscio de la casa, al rezzo, La tranquilla compagna offre il bel seno Al suo lattante, con materno vezzo:
Sgorga, fonte purissima, dal pieno Petto, la vita: succhia avidamente Il fanciullo: fiorisce al ciel sereno,
Nel meriggio, dinanzi a l'innocente Letizia de le cose e a la vittrice Opra dell'Uomo, il gruppo, santamente:
Ride Natura intorno, e benedice.
SENZA RITMO.
A Nice Turri.
_Clair de Lune_
_di Beethoven. _
Passa pel chiuso salotto il brivido cupo dell'ombra: i tasti animati singhiozzano sotto le dita tue bianche, o Nice, e tu sei vestita di bianco come un fantasma.--Suona.--
*
O Pallida, o Pallida, io so che ben presto morrai, che quando la tosse t'affanna ritiri dal labbro la tela macchiata di rosa. Tu non mi parli, suoni: non vedo il tuo volto, non vedo gli occhi sognanti ove langue un desìo di carezze ove par che una lagrima tremi sempre: vedo l'abito bianco, vedo i lunghi capelli di seta, e sento l'anima, l'anima, l'anima tua, Nice!... vibrar ne le note.
*
È Beethoven.--Quand'egli creava la solenne armonia, tu non vivevi, Nice, io non vivevo: ma ciò che l'artista crea tutto il mondo lo beve, lo fa sua carne e suo sangue: ed ora, più di qualunque parola, questa musica dice ciò che tu senti, ciò che io sento.--Suona.
*
Narran gli accordi gravi l'occulta rovina del corpo tuo così bello, minato dal male: narran la tua gioventù che non vuole morire, narran che tu sei sposa, narran che tu sei madre, che il bimbo tuo balbetta le prime vezzose parole, e che per lui, per lui t'aggrappi alla vita!...
*
Narran gli accordi gravi che mentre tu passi lasciando nel mondo l'amore io vivrò disamata. O Nice, ancora vent'anni, ancora trent'anni dovrò trascinare nel mondo, sola!... Poi che amore ti chiama vivi, e lascia ch'io, non rimpianta, muoia!...
*
Tu non volgi la testa: non vedo il tuo volto, non vedo i tuoi occhi sognanti ove langue un desìo di carezze, ove par che una lacrima tremi sempre.-- A terra mi prostro e bacio l'abito bianco io umana a te divina, a te che domani morrai. E dicon gli accordi gravi: Tu che resti nel mondo, tu che invochi l'amore, non perder tempo, non perder tempo, ama: ama chi soffre e non spera: tu debole e sola pei deboli e i soli diventa robusta e possente: fa che la gelida morte dischiuda al tuo corpo la fossa quando l'anima divisa in frementi brandelli, sciolta in milioni d'atomi luminosi, abbia già baciate le dolci anime sole, piangenti su la terra: ama, l'amore è infinito poi che infinito è il dolore.