Versos Italian Ada Negri Fanciullo

Italian poem

Fanciullo

by (1870–1945)

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A Sofia Bisi.

Irrequïeto, scarno, adolescente: Nato da un fabbro e da una tessitrice: Fior di plebe cresciuto a la severa Ombra d'una motrice:

Scalzo, in blusa stracciata e collo ignudo Era bello nei fieri occhi selvaggi. Irrideva col fischio del monello Ai lucidi ingranaggi:

Genio infantil perduto in un inferno, Correa fra casse e sbarre audacemente, E ogni cinghia parea che l'afferrasse Qual spira di serpente;

Ed ogni morsa lacerar parea Volesse le sue carni a brano a brano, Ed ogni uncino conficcar la punta In quell'esile mano.

Pur, tra il buio, il periglio e la minaccia, Vittorïoso e bello egli passava: Fra le turpi bestemmie e l'ignominia, Innocente, passava.

Quando, a tramonto, una pesante calma Il lanificio torbido invadea, E una stanchezza senza nome i petti De le donne opprimea,

Quando, lividi in viso, i tessitori Finivan l'opre senza una parola, Trillava fra le macchine pulsanti Una voce, una sola:

Egli cantava!... del severo loco Egli, alato ed indomito folletto, Colle mani a la spola, un inno in bocca, E la tisi nel petto.

.... A poco a poco indebolì.--Funesta È pei fanciulli l'aria greve e scarsa Che corrotti miasmi e polve infiltra Ne la gola riarsa.

.... A poco a poco s'accasciò.--Funesta È pei fanciulli la fatica:--irosa Preme sui corpi e ne risucchia il sangue Senza pietà nè posa.

Ai piè de la motrice che ruggìa Da disperata, ei cadde un dì, svenuto Lo portarono via due forti braccia, Oh, così inerte e muto!...

E la motrice continuò, nel buio, Il suo rombo terribile ed alterno-- Pareva stanca.--In quel fragor tremava Un singhiozzo materno.

*

.... In fondo alla corsia v'è un letto bianco: Vi posa un volto dolce di pallore. Il folletto gentil de l'officina In quel lettuccio muore.

Muore di tisi--gli dilania il petto Tosse implacata, e il corpo è già spettrale. Crebbe nel chiuso orror d'un opificio: Finisce a l'ospedale.

.... Datemi sole dunque, un po' di sole Per questo bimbo che nol vide mai, Che mai non bevve il gaudio de la vita Ne' suoi torridi rai!...

Datemi libertà: l'allegra, sana, Garrula libertà de la foresta, Per questo bimbo che non seppe giochi, Che non conobbe festa!...

Datemi l'aria, l'aria!... avean bisogno D'aria questi polmoni egri e corrosi! Chi gli negò la luce, i campi verdi, I sogni luminosi,

I fiori, i nidi, le corse a l'aperto, De l'aurea fanciullezza il folle riso?... Chi l'uom temprato a le titanie lotte In questo bimbo ha ucciso?...

.... Silenzio.--Passa il brivido dell'ombra Per la crociera.--Nel lettuccio bianco Giaccion le membra immobili, tranquille. Silenzio....--egli è sì stanco!...

Geme: trasale.--Sogna forse i rombi Sinistri de le macchine: i rotanti Cilindri: il volo rapido e gagliardo De le cinghie giganti:

E, spaventate, l'ossa moribonde Ricordan l'opra antica e dolorosa. Fanciullo, non temer--troppo hai sofferto, Or finisti.--Riposa.--