Italian poem
La sera straniera
by Ada Negri (1870–1945)
Sboccian le stelle elettriche e le stelle del cielo, argentee, sulle vie che ignori e non ti sanno. In cerchi di splendori t’immergi, e mai ti fûr l’ore sì belle.
Nome scordasti, e culla, e la menzogna lunga e lo strazio dell’inutil pianto: qui, se tu parli nel natio tuo canto, niuno t’intende. — Passa: taci: sogna.
Novella pare l’anima in esiglio a sè, come nell’impeto del fresco fiorir di marzo a sè par nuovo il pesco roseo-chiomato, e di se stesso il figlio.
D’ogni basso livor tu l’hai detersa fuggendo: ed or memoria più non hai: sfiori, monda e leggera, il sempre e il mai, in pura infanzia dal lavacro emersa.
Il liberato spirito si snuda pel battesimo sacro. Ardono gli astri al rito. E tu ti fai simile agli astri senza tempo, o mia vita, o vita ignuda.