Italian poem
Altr'armi, altr'arti, che di Marte fiero
by Benedetto Menzini (1646–1704)
Altr’armi, altr’arti, che di Marte fiero, Oggi Annibale appresta; armi d’Ingegno, Che van di gloria all’onorato segno Per dolce, ed aspro di virtù sentiero Quei, che di Roma contrastò l’Impero, Ch’altro potè vantar, che un crudo sdegno Per cui giurò, che d’ogni oltraggio indegno Fora all’Italia apportator primiero. Il nostro nò, chè placidi e clementi Vibra suoi strali: ed è sua regia sorte Far de’ lauri di Palla ombra alle genti. Apransi a Lui d’onor l’eccelse porte: Che trionfar dell’espugnate menti Gloria è maggior, che d’Annibale il forte.