Versos Italian Gabriello Chiabrera Di tante e per tant'anni

Italian poem

Di tante e per tant'anni

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Di tante e per tant’anni In Asia sparse alte querele e pianti Fûro dolce mercede Della bella di Sparta atti e sembianti; E creder fanno all’universo i canti Dell’immortal Parnaso, Che di Perseo la madre, alma bellezza, Costar potesse a Giove Diluvio di ricchezza. Da quale parte adunque Sperar possiam ristoro, e donde aita, Se oggi spenta è beltate, Per noi mai sempre immensa ed infinita? Deh quai faran di nostre ciglia uscita, Per disfogar l’angoscia, E di notte e di dì caldi torrenti? Quai basteran sospiri? E sian, se sanno, ardenti. Se la ragion di Cloto Il cammin di quaggiù tragge al morire, Ma non allor, che appena Giunse l’amata vita al suo fiorire, Lasciar l’alme più care in fier martire, Tôrsi a’ diletti usati, E sotterra portar nome di sposa Di genitrice in vece, Non è natural cosa. Dove eri, o de’ tuoi scettri Custode infermo, e de’ tuoi pregi alteri Mal difensor, non figlio Di Citerea, ma Nume vil, dov’eri? Ah sfortunato! popolar pensieri Tu pur mettevi a giogo, Lieto in ferir, siccome arcier ben forte; Tuoi vanti e nostri intanto Feansi preda di morte. Omai su queste arene Nobile peregrin non muova il piede, Chè più l’alto a mirarsi Miracol di beltà non ci si vede: Fatta è Liguria di miserie erede, Solo è per lei conforto, E quinci il duol le si disgombra intorno, Che negli Elisii Campi Emilia fa soggiorno. Quivi l’antica Evadne La man le porge, e tutta riso in faccia Penolopéa l’incontra, Alceste gli da baci, Argia l’abbraccia; Tra’ bei Cantor lingua non è, che taccia L’inclite di lei doti; Ma su cetera d’ôr stanca la mano, E così fa sentirsi L’alma del gran Tebano: O ben nata, o ben degna Di goder prestamente il ben de’ cieli, Non di posarti in terra Lungamente a languir tra caldi e geli! Che oggi tua luce a’ guardi lor si veli Contra ragion, ben sai, Prendono a lamentar gli egri mortali; Basti tua rimembranza A lor temprare i mali.