Italian poem
LXVIII (MOrto D. Ciccio, al suo feretro…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
MOrto D. Ciccio, al suo feretro appresso Con questi amari accenti aprir s’udio L’interno suo dolor la mesta Clio, Cerchiata il crin di pallido Cipresso. Sgorghi dagli occhi miei tutto il permesso, E su Cetra dolente il Delio Dio Le sue voci accoppiando al canto mio, Pianga il gran caso, e lo deplori anch’esso. D. Ciccio amato, e C....ato tanto! Oh qual racchiude in se pena il mio petto Per la tua morte! oh qual dolore, oh quanto! Signor, con questo inconsolabil canto Sen dolea la meschina; e con effetto Volea più dir; ma l’interruppe il pianto.
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