Versos Italian Giovanni Francesco Lazzarelli LXXVII (ROnchi, quella strettissima unione…)

Italian poem

LXXVII (ROnchi, quella strettissima unione…)

by (1621–1693)

Listen in the reader

ROnchi, quella strettissima unione D’amicizia, e di fè, ch’era una volta. Fra D. Ciccio, e ’1 Marchese, or s’è disciolta Né si può penetrar per qual cagione: Ma ciò, che fa maggior l’ammirazione, E’ che ciascun di lor pien d’una stolta Bravura marziale, ha già raccolta Gran quantità di schioppi, e di persone, Or temo, e l’ho per cosa omai sicura, Che l’un con l’altro a duellar s’inviti, E ne succeda in sin qualche sciagura. Accidenti nel ver non più sentiti; Mentre è noto ad ogn’un, che per natura I C.... fra di lor son sempre uniti.