Versos Italian Giovanni Prati A Eugenia giovinetta di quattordici anni

Italian poem

A Eugenia giovinetta di quattordici anni

by (1814–1884)

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Bella, innocente e florida de’ tuoi quattordici anni, quand’io ti veggo il cembalo pensosa ricercar, creder non so che indocili t’ardano occulti affanni, cosí celeste l’anima da’ tuoi begli occhi appar.

Ma forse intenta a compiere, qualche gentil pensiero, alle movenze armoniche schiudi tremando il cor, e in quelle vaghe immagini, lontana pur dal vero, provi paure e palpiti che sembrano d’amor.

Oh giovinetta ingenua! questa è l’etá piú bella, che il vergin duol alternasi col vergine piacer. Come sorride in limpido rivo una bianca stella, cosí nel ciel degli angeli si specchia il tuo pensier.

Son tua modesta gloria semplici e casti vezzi, un crin lucente, un abito al par di te gentil; tua gioia è nel domestico orto libar gli olezzi, che dalle chiome esalano del giovinetto april.

Tempo verrá che, ai vortici sonanti della festa, ti splenderá di nitide perle e di rose il crin; ma, tediata e languida, reclinerai la testa, qual chi nel cor desideri di quelle gioie il fin.

E, dall’ingrato strepito ridotta alla tua stanza, note mescendo e lacrime, tu canterai cosí: «Chi mi ti tolse, o facile virtú della speranza? chi mi ti rende, o memore silenzio de’ miei dí?».

Cosí cantando, o povera figlia, al piacer che vola, intenderai che un transito d’ombre è la nostra etá. Ma imparerai che provida è del dolor la scola, perché animosi all’opere belle il dolor ci fa.

Torna alle dolci musiche, o giovinetta amante, e i concitati numeri, misti co’ tuoi sospir, sien come vago indizio di melodie piú sante, che da lontano echeggiano per te nell’avvenir.