Versos Italian Lorenzo de' Medici Canzone XXVI.

Italian poem

Canzone XXVI.

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Ragionavasi di sodo un marito con la moglie: — Stu non muti viso o voglie, io non muterò mai modo. — La sua moglie si dolea che faceva un certo giuoco, che veder non lo potea; e dicea: — Pur muta loco. — Il marito disse poco: — Seguir vo’ l’usanza mia; nol vo’ far per altra via, se miglior ragion non odo. — — Tu ti se’ male allevato; hai apparato cattiva arte: non è buono alcun mercato, che non fa per ogni parte. — Il marito a questa parte: — Tu ne se’ cagion tu stessi, ché, se miglior viso avessi, non commetterei tal frodo. — La si dolse co’ parenti; ma doluto prima gli era: co’ vicin fe’ gran lamenti, e dicea mattina e sera: — Fállo il tuo in tal maniera? Non par mai che vi s’assetti, che le lacrime non getti: pensi ognun com’io ne godo. —

Disse: — Porta in sofferenza il marito; e se t’avvezzi aver meco pazienzia, non vorrai che ’l modo sprezzi; e dirai ti faccia vezzi, se tu gusti il giuoco mio, tu dirai quel che dico io: che sia questo il proprio modo. —