Italian poem
LX
Quando il giorno apparì, livido, lento, tra la nebbia del ciel rannuvolato, l’ultimo lume per le vie fu spento e l’ultimo cancan fu galoppato.
Le mascherine allor, col sonnolento passo e col volto dalla veglia enfiato, luride di sudor, gialle di stento, usciron barcollando e senza fiato.
Pierrot, disfatto che mettea spavento, mezzo briaco e mezzo addormentato, il ritratto parea del pentimento
e Colombina intanto a lui da lato, balbettando dicea: «Bada.... mi sento....» E con la testa al muro ha vomitato.
Sotto i cenci di seta entrava il vento che le carni mordea freddo, spietato, e la lordura che cadea dal mento colava a fiotti dentro il sen slacciato.
Il povero Pierrot tutto sgomento, tossendo le chiedea: «Che cosa è stato?» e guardava sorpreso il pavimento dalla compagna sua contaminato.
Poi quando quell’orror fu terminato, la mascherina si frugò un momento in sen col fazzoletto ricamato:
indi, ripreso un poco il sentimento, ruppe in un riso stridulo, ammalato e sparì urlando: «Ah, che divertimento!»