Italian poem
LXI
Nel pallido meriggio alle romite vie che corsi ed amai son ritornato ed ho visto fiorir le margherite bianche tra le tenaci erbe del prato.
Un cinguettar di passere stordite nel tepor luminoso e profumato, come un canto di nozze acconsentite pel deserto sentier m’ha seguitato
e le ruote leggere hanno volato sotto l’impulso mio, quasi rapite meco nel sogno dell’aprii rinato.
Oh, col bacio del sol morbido e mite, quanti dolci pensier m’han visitato, quante rose nel cor mi son fiorite!
E con le rose ho fatto una ghirlanda per la sepolta giovinezza mia, la giovinezza cara e memoranda ch’era saggezza e mi parea follìa.
La riveggo nel sogno e mi domanda un buon ricordo, una parola pia, povera morta che si raccomanda nel nome santo della poesia!
Corro così la solitaria landa e m’accompagna sol la fantasia che sospinge le ruote e le comanda
e vivo e volo! Ah, benedetta sia quest’ora lieta che il destin mi manda, questo raggio d’amor che il sol m’invia!