Versos Italian Lorenzo de' Medici Canzone VII.

Italian poem

Canzone VII.

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Io conosco il gran desio che ti strugge, amante, il core: forse che di tanto amore ne sarai un dí giulío. Ben conosco la tua voglia: so ch’io son da te amata; tanta pena e tanta doglia sará un dí remunerata. Tu non servi donna ingrata; provato ho d’amor la forza; io non nacqui d’una scorza: son di carne e d’ossa anch’io. Tu non perdi invano il tempo: toccherai un dí ben porto; ci sará ben luogo e tempo a poterti dar conforto. Non ti sará fatto torto, ché conviene amar chi ama e rispondere a chi chiama: sta’ pur forte e spera in Dio. A chi può me’ che all’amante questo amore esser donato? Ché, s’egli è fermo e costante, con suo prezzo l’ha comprato. Statti pur cosí celato e ritocca il tuo zimbello: calerá ben qualche uccello alla rete, amante mio.

Non t’incresca l’aspettare, ch’io non sono, amante, il corbo; quand’ho tempo, io so tornare, né formica son di sorbo. Non è ver che Amor sia orbo, anzi vede insino a’ cori: non vorrá che questi fiori sempre mai stieno a bocío.