Versos Italian Lorenzo de' Medici Canzone VIII.

Italian poem

Canzone VIII.

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So con altri ti diletti, né di me udir vuo’ nulla: tu hai il torto inver, fanciulla, se ’l mio amor tu non accetti. Certamente tu hai il torto non accettare il mio core; dammi almen qualche conforto, non sprezzar cosí il mio amore; perché m’è troppo dolore pensar ch’altri abbi diletto, io ti sia cosí in dispetto: per disutil tu mi metti. Forse ancor se mi provassi, donna, e’ ti verre’ disio di far ch’altri non mi passi: piaceréti l’amor mio, e sarei il buono e ’l bello io; donna, deh! non mi spregiare, ch’io saprei cosí ben fare, come quel ch’è tra li eletti. Tu hai il torto a non mi udire, ché ascoltar si vuol ciascuno; tu non sai quel ch’io vo’ dire, e son pur me’ duo che uno. Scusami s’io t’importuno: ché, se tu ne farai pruova, io so quanto il servir giova; non vorrai che piú aspetti.

Donna, il dico per tuo bene, se tu vuoi esser stimata, ch’altri stimi si conviene: chi non ama, non è amata. Chi non ode una imbasciata certo ell’è troppo crudele: io son pure un tuo fedele; il torto hai, se non m’accetti.