Italian poem
Ecco, amici Pastori, ecco ove giunto
by Vincenzo Leonio (1650–1720)
Ecco, amici Pastori, ecco ove giunto Questo infelice mio povero agnello, In mezzo a un prato erboso, appo un ruscello Egro sen giace dal digiun consunto. L’altr’ier guatollo Argone, e da quel punto, Quasi pasciuto di mortal napello, (Come, ridir non so) di pingue e bello, Tosto divenne sì deforme e smunto. Or dal suo mal, con provvido consiglio, Apprendete a fuggir con piè non tardo Da quel, che a voi sovrasta, egual periglio. Ah fuggite d’Amor la face e ’l dardo: Quanto in lui fa il velen d’invido ciglio Far puote in voi d’occhio amoroso un guardo.
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